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 APPROFONDIMENTI SULLO STILE PRESENTATO AGLI STAGE

Cerimonia Baishi

Nel Kung Fu tradizionale ogni Maestro indica, tra tutti i suoi allievi, quelli che porteranno avanti lo stile, insegnandolo alle generazioni successive. Questi allievi sono detti Tudi, un’espressione che si può tradurre come “discepolo”.  

Essi sono accettati dal shifu come allievi interni (indoor students) e ricevono un insegnamento diverso dal resto dei praticanti, più profondo e completo; per questo i Tudi devono aver conseguito un livello di abilità marziale, di rettitudine morale e di conoscenze molto elevato.

Solo in questo modo il sistema potrà essere tramandato nella sua interezza a pochi praticanti esperti, di modo che essi a loro volta lo tramandino ai propri allievi.

In questi casi si parla di insegnamento “a porte chiuse”, a indicare la specificità e profondità dell’addestramento dei Tudi; non si tratta tuttavia di cieche preferenze o favoritismi, tanto che ogni allievo può chiedere di essere accettato come discepolo. Ma questa scelta comporta tutta una serie di doveri, oltre che diritti, nei confronti del Maestro e della sua Scuola.

Essi sono legati indissolubilmente al suo insegnamento, con tutto il Rispetto e la Fiducia di cui sono capaci; allo stesso modo, il Maestro li tratterà come figli, tramandando non solo la sua conoscenza marziale, ma i propri valori morali, la storia e la filosofia che è parte integrante del Kung Fu.

“Ogni lungo viaggio inizia con un primo passo” diceva Laozi. Il nostro è appena cominciato.

 

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Perchè fare uno Stage ?

Spesso un allievo si domanda per quale motivo oltre al proprio normale allenamento debba anche partecipare a degli STAGE.

E' importante sottolineare che lo STAGE, non è obbligatorio, sia ben chiaro, però esiste un motivo per il quale fare uno stage è spesso molto più utile di tanti allenamenti.

Uno stage può essere della nostra stessa disciplina oppure di un'altra. Nel caso della disciplina che pratichiamo normalmente di solito possiamo essere attratti da vari fattori: l'argomento, magari un programma avanzato che ci piacerebbe conoscere oppure solo perfezionamento, il fatto di praticare la nostra disciplina con altri praticanti che non sono i soliti che troviamo in palestra.

Lo stage con un'altra disciplina ovviamente di solito ci attrae per il fatto di conoscere qualcosa di diverso da ciò che pratichiamo normalmente così da non poter solo parlarne per sentito dire o per video visti sulla rete, ma perché davvero lo si è provato.

Una cosa fondamentale è l'affrontare l'allenamento con persone che non sono i nostri compagni di allenamento, anche se poi molti non lo fanno, ma preferiscono sempre allenarsi con qualcuno che già conoscono, ma in questo modo si perde una delle migliori occasioni per confrontarsi, capire ed imparare. Che sia uno stesso praticante di Kwoon - Dojo che arrivi da una disciplina differente, allenandosi con un praticante che non conosciamo apporterà comunque alla nostra pratica un qualcosa in più, e questo è uno dei fondamenti che un praticante iscritto ad uno stage dovrebbe apprendere.

Lo stage può dare estremi benefici alla nostra pratica, se vogliamo che la nostra pratica raccolga negli anni qualcosa di differente rispetto alla "normalità" di chi si allena lo stretto indispensabile. Negli anni, se si andrà avanti, questo cambierà la nostra visione di molte cose, e ci renderà più aperti mentalmente con un bagaglio tecnico più ampio.

Non crediamo che lo stage vada visto per forza con l'idea di tornare nel proprio Kwoon o Dojo e ricordarsi alla perfezione ciò che si è imparato in poche ore. Non crediamo possa essere questo il suo scopo, ma può avere molteplici scopi, tra cui l'arricchire il nostro bagaglio tecnico di insegnamenti diversi dai soliti che un giorno potranno tornarci in mente ed essere utili, aggiungere alla nostra pratica un qualcosa che abbiamo colto dal maestro che teneva il seminario, o addirittura far notare piccoli errori di pratica che fino a quel momento non ci eravamo resi conto di avere, oppure può essere visto come prova per se stessi di capire cosa riusciamo ad immagazzinare in 3, 4, 6 ore di stage di un programma a noi sconosciuto. Crediamo che un buon praticante, con anni di allenamento alle spalle possa differenziarsi anche in questo, non solo su quanto è bravo e capace nell'eseguire determinate tecniche, ma quanto riesce ad apprendere, ricordare e caricare nel proprio bagaglio tecnico dopo aver frequentato uno Stage.

Se avete il tempo da dedicare ad uno stage fatelo.

Ovvio, il programma deve richiamare la vostra attenzione, ma non per forza deve essere qualcosa che voi non conoscete, molte volte il miglior stage lo farete su una parte del programma che già avete appreso, perché è probabile abbiate l'occasione di impararlo meglio. Anche se lo stage è tenuto dal vostro stesso insegnante, ma è uno stage aperto a molte persone, cogliete l'occasione, perché il vostro insegnante potrebbe mostrare in quel momento un lato diverso da quello che è l'insegnamento in palestra e vi aprirà la mente.

Non esiste un limite di "anzianità" di pratica per poter frequentare uno Stage, il limite è solo mentale. Se uno pensa di non aver più o mai bisogno di altri insegnamenti, crediamo abbia terminato la propria carriera nelle arti marziali.

World Csamo-Ekta Federation/Asi Settore Arti Marziali