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 APPROFONDIMENTI SULLO STILE PRESENTATO AGLI STAGE

 

Kung Fu Choy Li Fut 

Il Choy Li Fut (蔡李佛) è uno dei sistemi di Kung Fu tradizionale più efficaci e completi per il combattimento reale. Fondato nel 1836 da Chan Heung, questo stile unisce la rapidità delle tecniche di pugno del Nord della Cina con la potenza delle posizioni e dei colpi del Sud.

Principi Strategici Fondamentali

Massima fluidità: I movimenti sono circolari, continui e non si oppongono mai alla forza bruta dell'avversario.

  • Generazione della forza: La potenza nasce dal terreno, viene amplificata dalla rotazione fulminea delle anche (Gwa) e si scarica nelle braccia.

  • Uso delle distanze: Eccelle sia nella media-lunga distanza (grazie a colpi rotatori frustati) sia nella corta distanza (uso di gomiti, ginocchia e proiezioni).

  • Attacco e difesa simultanei: Ogni blocco è strutturato per deviare il colpo nemico e trasformarsi immediatamente (o contemporaneamente) in un contrattacco.

     

Tecniche nel Combattimento

Il repertorio del Choy Li Fut è immenso, ma nel combattimento reale si articola su alcune dinamiche chiave:

  • Un pugno rovesciato dall'alto verso il basso, ideale per scavalcare la guardia avversaria e colpire il viso.

  • Un pugno dritto penetrante eseguito con le nocche dell'indice e del medio, mirato a punti vitali come plesso solare o gola.

  • Un montante ascendente devastante, generato dalla spinta delle gambe per rompere la guardia dal basso.

  • Un gancio ampio e circolare che sfrutta la forza centrifuga per colpire la tempia o la mascella.

  • Un pugno discendente a martello, utile per intercettare gli attacchi nemici e colpire la clavicola o la nuca.

Lavoro di gambe (Bo Fa): Le posizioni storiche (come la posizione della freccia Ding Bo o del cavaliere Sei Ping Bo) vengono dinamicamente ridotte nel combattimento moderno per garantire massima mobilità, cambi d'angolo rapidi e uscite dalla linea di attacco dell'avversario.

  • Combattimento a corta distanza (Chinchu): Quando la distanza si accorcia, lo stile applica gomitate, ginocchiate, leve articolari (Chin Na) e proiezioni rapide per atterrare l'avversario sfruttando il suo stesso slancio.

Il Choy Li Fut nel Combattimento Moderno (Sanda)

Oggi, le applicazioni pratiche del Choy Li Fut trovano la loro massima espressione nel Sanda (il pugilato cinese a contatto pieno). I praticanti di Choy Li Fut sono particolarmente temuti per:

  • L'imprevedibilità dei colpi rotatori duri da reggere per chi è abituato alla boxe lineare.

  • L'abilità nel combinare un pugno pesante a lungo raggio con una proiezione immediata non appena l'avversario accorcia la distanza.

 


 

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DURANTE I NOSTRI STAGE, E' FORTEMENTE CONSIGLIATO PRENDERE APPUNTI  

 

Pensieri sul Kung Fu

Il Kung Fu è un'arte vasta e profonda come l'oceano e dall'esterno se ne può vedere solo la superficie.

Gli allievi devono considerare il Kung Fu come se fosse una scala costituita da tanti gradini. Ogni gradino è ugualmente importante, ogni gradino è difficile da superare.

È di estrema importanza salire la scala gradino per gradino e non cercare di saltarne qualcuno perché il ruzzolone sarebbe inevitabile.

Due cose sono ugualmente importanti per superare un gradino:

  1. la guida di un bravo Maestro,
  2. la pratica quotidiana dell'allievo.

Tre elementi sono poi necessari perchè l'allievo salga tutta la scala e non si arresti a metà o ruzzoli in fondo:

  1. Comprendere il Kung Fu con il corpo, praticando fisicamente con assiduità tutti gli esercizi fino a che il corpo non li abbia perfettamente assimilati;
  2. Comprendere il Kung Fu con il cuore, cioè amare il Kung Fu;
  3. Comprendere il Kung Fu con la mente, capendo il significato dei vari movimenti.

Solo così gli allievi saranno in grado di applicare correttamente le tecniche, e far fluire l'energia interiore, che è guidata dalla mente, nel punto giusto e nel momento giusto.

 

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Perchè fare uno Stage ?

Spesso un allievo si domanda per quale motivo oltre al proprio normale allenamento debba anche partecipare a degli STAGE.

E' importante sottolineare che lo STAGE, non è obbligatorio, sia ben chiaro, però esiste un motivo per il quale fare uno stage è spesso molto più utile di tanti allenamenti.

Uno stage può essere della nostra stessa disciplina oppure di un'altra. Nel caso della disciplina che pratichiamo normalmente di solito possiamo essere attratti da vari fattori: l'argomento, magari un programma avanzato che ci piacerebbe conoscere oppure solo perfezionamento, il fatto di praticare la nostra disciplina con altri praticanti che non sono i soliti che troviamo in palestra.

Lo stage con un'altra disciplina ovviamente di solito ci attrae per il fatto di conoscere qualcosa di diverso da ciò che pratichiamo normalmente così da non poter solo parlarne per sentito dire o per video visti sulla rete, ma perché davvero lo si è provato.

Una cosa fondamentale è l'affrontare l'allenamento con persone che non sono i nostri compagni di allenamento, anche se poi molti non lo fanno, ma preferiscono sempre allenarsi con qualcuno che già conoscono, ma in questo modo si perde una delle migliori occasioni per confrontarsi, capire ed imparare. Che sia uno stesso praticante di Kwoon - Dojo che arrivi da una disciplina differente, allenandosi con un praticante che non conosciamo apporterà comunque alla nostra pratica un qualcosa in più, e questo è uno dei fondamenti che un praticante iscritto ad uno stage dovrebbe apprendere.

Lo stage può dare estremi benefici alla nostra pratica, se vogliamo che la nostra pratica raccolga negli anni qualcosa di differente rispetto alla "normalità" di chi si allena lo stretto indispensabile. Negli anni, se si andrà avanti, questo cambierà la nostra visione di molte cose, e ci renderà più aperti mentalmente con un bagaglio tecnico più ampio.

Non crediamo che lo stage vada visto per forza con l'idea di tornare nel proprio Kwoon o Dojo e ricordarsi alla perfezione ciò che si è imparato in poche ore. Non crediamo possa essere questo il suo scopo, ma può avere molteplici scopi, tra cui l'arricchire il nostro bagaglio tecnico di insegnamenti diversi dai soliti che un giorno potranno tornarci in mente ed essere utili, aggiungere alla nostra pratica un qualcosa che abbiamo colto dal maestro che teneva il seminario, o addirittura far notare piccoli errori di pratica che fino a quel momento non ci eravamo resi conto di avere, oppure può essere visto come prova per se stessi di capire cosa riusciamo ad immagazzinare in 3, 4, 6 ore di stage di un programma a noi sconosciuto. Crediamo che un buon praticante, con anni di allenamento alle spalle possa differenziarsi anche in questo, non solo su quanto è bravo e capace nell'eseguire determinate tecniche, ma quanto riesce ad apprendere, ricordare e caricare nel proprio bagaglio tecnico dopo aver frequentato uno Stage.

Se avete il tempo da dedicare ad uno stage fatelo.

Ovvio, il programma deve richiamare la vostra attenzione, ma non per forza deve essere qualcosa che voi non conoscete, molte volte il miglior stage lo farete su una parte del programma che già avete appreso, perché è probabile abbiate l'occasione di impararlo meglio. Anche se lo stage è tenuto dal vostro stesso insegnante, ma è uno stage aperto a molte persone, cogliete l'occasione, perché il vostro insegnante potrebbe mostrare in quel momento un lato diverso da quello che è l'insegnamento in palestra e vi aprirà la mente.

Non esiste un limite di "anzianità" di pratica per poter frequentare uno Stage, il limite è solo mentale. Se uno pensa di non aver più o mai bisogno di altri insegnamenti, crediamo abbia terminato la propria carriera nelle arti marziali.

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